FLEET220 porta ODOS al webinar open-loop di Fleet Europe con Visa

Fleet Europe Webinar with Visa - Carolina Solcia

Durante il webinar di Fleet Europe sui pagamenti open-loop, con il supporto di Visa, la CEO di FLEET220 Carolina Solcia ha partecipato insieme a Visa, Enfuce e Cardlay per spiegare come ODOS risponda a un problema che i fleet manager descrivono ogni giorno: troppe carte per troppe funzioni.

Solcia ha aperto ancorando il discorso alla storia di FLEET220. L’azienda accompagna le flotte nella transizione all’elettrico dal 2015, a partire da una carta RFID che permetteva ai conducenti di ricaricare in tutta Europa come una fuel card fa con l’auto aziendale. È il dialogo con quei manager a far emergere il bisogno reale. Le flotte con plug-in hybrid volevano pagare la ricarica e il carburante, e volevano pagare pedaggi e tutto il resto, senza portare con sé una carta diversa per ogni voce. Come ha detto Solcia, i clienti chiedevano “una carta che possa pagare tutto”.

Quella richiesta è diventata ODOS, costruita con Visa come rete di pagamento, Enfuce come issuer e processor della carta e Cardlay come livello di gestione delle spese e dei controlli. Poiché ODOS viaggia sul circuito Visa, funziona ovunque Visa sia accettata, ciò che Solcia ha definito “praticamente ovunque”. Ogni flotta mantiene le proprie regole: il fleet manager imposta i limiti di spesa per conducente e decide quali spese sono ammesse e quali no.

Solcia ha chiarito che ODOS è più di una carta di pagamento. È abbinata a un’app di gestione delle spese e a una piattaforma per il fleet manager, che elimina il ciclo mensile di ricevute cartacee e riconciliazioni manuali. I dati arrivano in tempo reale, ordinati per conducente o categoria, così il controllo dei costi e delle frodi avviene mentre la spesa accade e non a fine mese. Ha portato un esempio concreto: con un unico metodo di pagamento su un plug-in hybrid, un manager può vedere se il conducente ricarica davvero l’auto o va solo a carburante, aspetto decisivo per ogni flotta che vuole elettrificare sul serio.

Sul fronte frodi, Solcia ha spiegato che la carta RFID non è mai una credenziale a sé. È collegata a un account, a un telefono e a una persona, e monitorata di conseguenza. FLEET220 aggiunge controlli, tra cui uno basato sui dati dell’auto: al momento della ricarica, il sistema confronta la posizione del veicolo con quella della stazione e segnala al fleet manager ogni discordanza. Il suo giudizio su un mercato ormai undicenne è misurato più che allarmistico: le frodi esistono e gli allarmi per intercettarle sono già stati costruiti.

Ha inoltre presentato ODOS come carta della mobilità, non della sola auto. Poiché il team ha parlato con le risorse umane oltre che con i fleet manager, ODOS è stata pensata per raccogliere in un unico luogo l’intera spesa di mobilità di un dipendente, includendo trasporto pubblico, autobus, metro, treno e persino l’aereo, ed estendendosi a car sharing e bike sharing per chi è meno interessato a possedere un’auto. Questa flessibilità consente alle risorse umane di costruire piani welfare e di benefit adatti a generazioni diverse di lavoratori, e apre un discorso più ampio sul costo totale della mobilità anziché sul costo totale di proprietà.

Carolina

Perché il reporting ESG rientra in questo discorso

ODOS associa ogni viaggio alla CO2 risparmiata, perché passare dal carburante all’elettrico o al treno evita una quantità misurabile di emissioni, e quel dato entra automaticamente nella piattaforma. Per le aziende è qui che uno strumento di pagamento diventa uno strumento di sostenibilità. Il reporting ESG non è più un gesto volontario: con la Corporate Sustainability Reporting Directive dell’UE, le grandi imprese e le società quotate devono rendicontare dati ambientali standardizzati, comprese le emissioni Scope 1, 2 e 3, con la mobilità come contributo diretto (fonte: Direttiva (UE) 2022/2464, CSRD). Quando il dato sulle emissioni viene raccolto nel momento di ogni viaggio invece di essere ricostruito a fine anno, i sustainability manager rendicontano su prove e non su stime. Per FLEET220, azienda B Corp, il punto è proprio questo: la decarbonizzazione è credibile solo quando è misurabile, e ODOS è costruita per misurarla.

Rivedi il webinar completo di Fleet Europe per ascoltare Carolina Solcia insieme agli esperti di Visa, Enfuce e Cardlay sul passaggio dal closed-loop all’open-loop.